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DA SULMONA AD ATENE SULLE ORME DI SAN PAOLO. APPUNTI DI VIAGGIO DI UN PELLEGRINO
Sport, Viaggi e Natura
Scritto da Dora   
Venerdì 31 Luglio 2015 07:48

meteore

Voglio condividere l'esperienza che mi ha portato, attraverso la partecipazione ad un pellegrinaggio Diocesano, a conoscere zone della Grecia lontane forse dagli schemi turistici tradizionali, territori su cui si è svolta la storia degli uomini e dei cristiani, che hanno visto nascere e crescere la democrazia ma anche luoghi dove il cristianesimo ha visto gli albori. È stato un viaggio in cui storia e mitologia, religione e spiritualità hanno camminato appaiati e che ha avuto una "road map” d'eccezione: gli Atti Degli Apostoli.

L'itinerario, ripercorrendo le tappe del secondo viaggio di San Paolo, ha seguito la direttrice nord-est sud muovendosi per lunghi tratti lungo l'antica via Egnatia direttrice millenaria tracciata dai romani che attraversa la Grecia da est a ovest da Bisanzio fino all'odierna Durazzo sul mare Adriatico costeggiando il mar Egeo.

Prima tappa del pellegrinaggio, nell'antica regione della Macedonia, i resti di Filippi la cui piana fu teatro della famosa Battaglia tra le truppe vittoriose di Ottaviano e Antonio, contro quelle degli uccisori di Giulio Cesare, Bruto e Cassio, dalla quale deriva l'espressione popolare "Ci rivedremo a Filippi" usata per significare che prima o poi si arriverà alla resa dei conti. Tra le rovine si è sostato nel luogo dove si pensa sia stato imprigionato San Paolo che proprio a Filippi iniziò la sua missione evangelizzatrice nel continente europeo battezzando presso il torrente Gangite la prima persona “europea”: Lidia.

L'antica regione della Macedonia ha da offrire altre meraviglie: in un'atmosfera quasi irreale, a Verghina, si è proposta alla vista del viaggiatore lo spettacolo unico dell'ingresso monumentale della tomba di Filippo II padre di Alessandro Magno. La tomba, costruita secondo l'impostazione strutturale dei tholos, è ricoperta da un abbondante cumulo di terra e pietrame che sarebbe stato ammassato con lo scopo di difenderla da eventuali saccheggi ed è rimasta praticamente intatta. Si rimane stupefatti nell'ammirare la perfezione e la maestosità dei blocchi di marmo, la policromia dei marmi,il fregio dorico al di sopra del quale si trova, protetto da una cornice in rilievo, una scena di caccia. All'interno ha conservato un ricchissimo corredo funerario oggi visitabile nel museo adiacente. In particolare colpisce la raffinatezza e la minuzia delle corone regali realizzate con foglie di quercia in oro. Altro gioiello è uno dei più antichi documenti della grande pittura parietale greca, un “Ratto di Persefone”.

Dal sottosuolo alle altezze della regione delle Meteore dove l'azione erosiva delle acque e del vento ha modellato la roccia arenaria dando vita ad un paesaggio fiabesco: dirupi mozzafiato e numerosissimi anfratti che si aprono lungo i pendii di picchi che si ergono solitari e sulla cui sommità nel XII sec. alcuni asceti costruirono monasteri, accessibili solo con carrucole, dove veramente l'uomo era solo con se stesso sospeso a metà tra terra e cielo. (Meteora infatti significa proprio sospeso a mezza aria). Oggi l'accesso è reso possibile da scale scavate nella roccia che invitano a meditare sulla fatica di avvicinarsi al Divino ma anche sulla felicità che si prova nell'arrivare in cima a contemplare la bellezza dei luoghi.

Spostandosi più a sud nel viaggio di avvicinamento ad Atene si arriva nella Focide, nel cuore della Grecia, dove si trova quello che era considerato l'ombelico del modo antico: Delphi centro culturale e religioso, legato al culto di Apollo e alla funzione dell'oracolo, simbolo dell’unità del mondo culturale ellenico. La nascita di Delphi è legata alla leggenda secondo la quale Zeus volendo sapere quale fosse il centro del mondo, fece volare due aquile dalle estremità del mondo orientale e occidentale. Le due aquile si incontrarono proprio sotto il monte Parnaso, a Delfi, che divenne dunque l'ombelico del mondo antico.

Anche da questo luogo, apparentemente lontanissimo dal mondo cristiano, arriva uno spunto di riflessione: secondo la tradizione, infatti sul frontone del tempio di Apollo, dove la Pizia emetteva i suoi oracoli, era riportata la scritta “Conosci te stesso", un monito assunto da Socrate come motto della propria vita che invita a riconoscere di essere un uomo, è un invito a riconoscere la propria limitatezza, quindi per il cristiano ad affidarsi a Dio Padre

La guida ci propone una deviazione dal nostro itinerario e finiamo in un altro dei luoghi che hanno fatto la storia: le Termopili, lo stretto dove si combattè una battaglia epica tra il grande esercito dei persiani di Xerse e i greci con a capo il contingente dei 300 spartani di Leonida. La vittoria dei greci determinò, a detta degli storici, le condizioni perchè si sviluppasse quello che è il mondo occidentale.

Ultima tappa è l'antica regione dell'Attica dove si trova Atene. Siamo arrivati alla meta. Ancora una volta ci aspetta un'ascesa: salire verso il Partenone sostando nell'Areopago, il luogo in cui la tradizione classica situava il tribunale ateniese. Paolo “ il ciarlatanoè stato portato qui da Stoici ed Epicurei per essere interrogato, per sentire cosa aveva da dire su Dio, sentire le sue risposte. Il vento soffia quasi a volerci spingere ancora più in alto e noi saliamo.

L'ingresso monumentale dell'Acropoli, i Propilei, si mostra con i suoi gradoni arroventati e lucidi e alla fine ecco il Partenone in tutta la sua imponenza. L'Eretteo, le cariatidi, il tempio della Nike, pensare di calcare lo stesso terreno e di vedere le stesse cose di uomini che hanno fatto la storia , fa venire i brividi! Un ultimo sguardo alla città quasi abbarbicata alle pendici dell'Acropoli e si scende.

Domani ci aspetta l'Argolide. Torniamo indietro nel tempo, ai Micenei.

Dallo stretto di Corinto, che sembra tracciato dall'unghia di un gigante, ci avviciniamo a Micene fermandoci al “Tesoro di Atreo” o “Tomba di Agamennone”: la piacevole frescura dell'interno contrasta nettamente con l'assolato viale d'accesso e l'arditezza della volta conica alta circa 13 metri, lascia stupefatti per la maestria della realizzazione.

Il caldo e lo spazio che ci separano dall'acropoli di Micene scoraggia qualcuno: ancora un'ascesa, ma è l'ultima. Il passaggio sotto la famosissima Porta dei Leoni ci fa sentire quasi dei condottieri di ritorno da lontane battaglie. La maestosità dei blocchi di pietra, i leoni (o leonesse) rampanti sopra l'architrave rendono perfettamente l'idea di grandezza che i principi micenei volevano trasmettere.

Scendiamo curiosi e impazienti di visitare l'ultima delle bellezze di questa regione: il museo archeologico nazionale di Atene. Sostiamo a lungo davanti al pezzo forse più celebre del museo: la cosiddetta maschera di Agamennone, ma ricchissimi sono i corredi funerari, la collezione di vasi micenei e i tesori dell'arte classica le statue bronzee, il Fantino e l'Efebo, e tanto altro ancora. Siamo usciti sazi.

Il viaggio è terminato, abbiamo fatto il pieno di bellezza e ricaricato lo Spirito.

È stato un viaggio in cui storia e mitologia, religione e spiritualità hanno camminato appaiati, che, dunque, ci ha arricchito dal punto di vista culturale e spirituale.

 

Commenti  

 
+3 #1 Elisabetta 2015-07-31 11:27
Mi è sembrato di essere lì! E quanti flash di pagine dei libri di storia finalmente collocati in uno spazio preciso!
 

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