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UNA STORIA DI IMPEGNO E BRAVURA
Musica
Scritto da Elisabetta   
Domenica 06 Settembre 2015 13:20

trebula

Abbiamo intervistato il neo Presidente della "Corale Trebula di Quadri", Francesco D'Arcangelo, con lo scopo di capire il segreto di questa formazione canora che esiste da 40 anni e continua ad essere un punto di riferimento all'interno della comunità quadrese, facendo fatica (lo ammettiamo) a nascondere un bel po' d'invidia!

 

Quando è nato il coro? Chi ne è l'artefice e quali i primi protagonisti?

La nascita della Corale Trebula è da collocarsi temporalmente nel 1972, quando viene effettuato il primo concerto pubblico che rappresenta il punto di svolta di un’attività iniziata negli anni precedenti. Il carisma di Don Antonio Mascio, allora parroco della parrocchia di San Giovanni Battista in Quadri, porta dapprima alla formazione del coro parrocchiale e successivamente alla fondazione del coro folkloristico, sempre sotto la guida di Domenico Coccia, tenace direttore della corale dal primo giorno fino ad oggi.

Certamente la sinergia tra le due personalità ha prodotto l’energia che ha alimentato e continua ad alimentare la passione per il canto di generazioni di quadresi. Tutto questo ho potuto ascoltare dai racconti dei coristi che vivono l’associazione dagli inizi ed anche vivere personalmente dalla fine degli anni ’90 in poi.

La corale ha anche potuto avvalersi dell'importante contributo di Gino Fofi e negli anni a seguire di Erminio D'Amico, fisarmonicisti, nonché del poeta artigiano Casimiro Liberatore scrittore di belle poesie dialettali messe in musica ed entrate a far parte del repertorio della corale.

 

Quali sono le finalità del coro e come ha contribuito ad aggregare le persone in modo sano e costruttivo?

Il coro nasce dalla volontà di fare della passione per il canto corale un momento di aggregazione, in un periodo storico in cui le possibilità di un incontro intergenerazionale erano davvero ridotte. Durante le sessioni di prove ma soprattutto in occasione di uscite più o meno distanti da Quadri, il gruppo ha sempre avuto la possibilità di alimentare la propria coesione interna e di sperimentare situazioni sociali poco comuni. A ben vedere, infatti, non esistono altre occasioni di incontro e di condivisione di passioni che possano accomunare individui così distanti tra loro per cultura, estrazione sociale e dati anagrafici. La spinta aggregatrice comune a tutte le formazioni corali, viene amplificata nel nostro coro composto da persone che si conoscono tra loro almeno di vista anche all’esterno dell’ambito associativo, producendo un effetto benefico contagioso sui rapporti tra quadresi.

 

Vorrei aggiungere che soprattutto per i giovanissimi il coro rappresenta un momento di svago alternativo e che viaggia in controtendenza rispetto all’isolamento delle relazioni virtuali a distanza ed alla solitudine del cyber divertimento, oltre ad un primo approccio con una realtà che rappresenta in piccolo la complessità sociale con la quale necessariamente dovranno confrontarsi.

 

Quali sono le attività svolte e i successi ottenuti?

Il coro è sempre stato formato da individualità con gusti artistici anche molto diversi tra loro, per cui nel corso degli anni le attività sono partite dall’animazione liturgica - origine della corale - e proseguite con la presentazione di canti e balli popolari, la collaborazione attiva in rappresentazioni teatrali, fino alla preparazione di canti polifonici sacri e non, in occasione dell’ormai tradizionale concerto di Natale.

Per quanto spesso i cantori ed il direttore si siano trovati di fronte a sfide non semplici per non professionisti del canto corale, la variegata attività artistica ha senza dubbio comportato un accrescimento del bagaglio culturale individuale, che si è potuto arricchire grazie alla preparazione di messe cantate, di canti polifonici rinascimentali, passando per composizioni dialettali di autori locali e regionali, solo per dare un’idea dell’ambito musicale nel quale si muove la corale.

 

Avendo incentrato in modo particolare la propria attività sul canto folkloristico, il coro ha partecipato a diverse rassegne e concorsi nella sua storia recente, ottenendo molti riconoscimenti e riportando più di una vittoria a livello regionale, l’ultima delle quali è del 22 Agosto 2015, in occasione del secondo Festival Internazionale del canto Folkloristico Gran Premio città di Ortona.

 

Qual è la situazione attuale e quali i programmi per il futuro?

Credo di non peccare di presunzione affermando che nell’ambito della coralità folkloristica, che quasi sempre è composta da cantori di livello amatoriale, il nostro coro è riconosciuto come eccellenza a livello regionale.

Lo scarso apporto di nuovi cantori, tuttavia, comporta un graduale innalzamento dell’età media dei coristi e se da un lato ne traggono giovamento la maturità vocale e l’esperienza, dall’altro ci si trova spesso a dover lottare contro l’esiguità dei numeri.

L’obiettivo primario al momento è quello di riuscire a mantenere invariato il livello e l’intensità dell’attività artistica, cercando di sensibilizzare le nuove generazioni e di invogliare chi giovanissimo non è più, in modo da poter avere basi solide per poter portare la nostra cultura popolare anche oltre i confini regionali e, magari, nazionali.

Perché un coro possa prosperare dal punto di vista dell’attività artistica è necessario che esso sia composto da un buon numero di cantori, in modo da poter avere una solida base sulla quale programmare attività anche a lungo raggio e lungo termine, che possano servire per alimentare il circolo virtuoso dell’aggregazione che porta giovamento a tutto il tessuto sociale.

 

Qual è e come vivi il ruolo di Presidente del coro?

Oltre alle funzioni definite dallo statuto, il Presidente ha il compito di mediare tra la visione artistica del Direttore, i bisogni spesso prettamente pratici dei coristi e le necessità finanziarie dell’associazione. Essere ritenuti degni di ricoprire un ruolo mantenuto per tanti anni da una personalità così forte all’interno della comunità locale è già di per sé motivo di orgoglio ed al tempo stesso fonte di timore. Se aggiungiamo il peso del prestigio storico dell’associazione e la ramificazione nella popolazione quadrese degli associati, ce n’è abbastanza da far tremare i polsi.

Per fortuna da sempre il coro è come una grande famiglia, dove tutti contribuiscono secondo disponibilità a migliorare l’ambiente e quindi il compito del Presidente risulta meno gravoso. Per alimentare questo circolo virtuoso, quindi, uno degli obiettivi principali che mi sono posto è quello di far crescere questa grande famiglia, in modo che sempre più quadresi abbiano modo di esercitare la propria passione per il canto e la cultura popolare.

 

 

Commenti  

 
+2 #2 gabriella 2015-09-11 06:25
Concordo con Elisabetta e non posso che complimentarmi con tutti non solo per l'impegno ma anche e soprattutto per la capacità di guardare oltre le reciproche differenze. Il segreto del vostro successo che dura nel tempo, nasce proprio da lì. Bravissimi!
 
 
+3 #1 Elisabetta 2015-09-07 07:24
Ho compreso che il segreto di tale longevità consiste nel tener fuori dalla corale le posizioni politiche e le situazioni di vita privata di ciascuno: ciò che uniscono sono la passione per il canto e la volontà di coltivarla! Un esempio per molti paesi dove le persone continuano a perdersi tra muri, steccati e protagonismi vari.... :-*
 

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