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STORIE
Storie
Scritto da Antonio   
Martedì 30 Agosto 2016 19:04

Press-IN anno VIII / n. 1784
Quotidiano.net del 29-08-2016

Non vedente salva la moglie e poi torna a recuperare il cane-guida

AMATRICE. La storia di Luigi ha fatto il giro del mondo: "Sono abituato al buio e sono riuscito ad orientarmi". Ma il lieto fine dopo il terremoto è stato completo quando è comparsa anche la sua labrador miele.


Quando io e mia moglie eravamo in salvo avevo ancora la preoccupazione per la mia cagnolina, la mia guida di tutti i giorni. Poi l'ho trovata e ho pensato: siamo tutti vivi, grazie". Luigi Leonardi Paris racconta, ancora incredulo, la sua storia commovente. Lui, non vedente, è riuscito a salvare la moglie e poi si è ricongiunto con la sua cagnolina, una bella labrador bionda, solita accompagnarlo fedelmente in ogni suo spostamento. E' tornato verso la casa, distrutta, sperando di poterla recuperare e lei è arrivata da lui, felice. Luigi abitava in via del Castegneto, ad Amatrice, poco distante dall'hotel Roma dove si sono spezzate molte vite nella notte del terremoto. Quando la terra ha cominciato a tremare violentemente Luigi stava dormendo. Si è svegliato e ha capito subito che cosa stava accadendo.

Il pensiero è andato a Ernestina, sua moglie. "Lei era terrorizzata e non sapeva muoversi nel buio ma io al buio sono abituato e l'ho aiutata". La moglie era rimasta intrappolata sotto le macerie e chiedeva aiuto: la sua casa sembra sbriciolata, come fosse fatta di sabbia e a vederla appare allucinante che l'uomo, senza il dono della vista, possa esserne uscito vivo insieme con la compagna. "Ernestina vedeva, io no. Per questo avevo meno paura". Così Luigi si è messo al lavoro fino a quando è riuscito a tirarla fuori e, insieme, si sono allontanati dal cumulo di macerie che una volta erano la loro casa.

E' stato lui a raccontare come sono andate le cose in quella notte maledetta. "Mi sono svegliato con la casa dove cadeva di tutto", racconta l'uomo che ha perso la vista a 23 anni. "Ernestina strillava e sono andato da lei che urlava di non poter muovere le gambe. Con grande sforzo l'ho liberata e poi, da lì, ho navigato nel buio. Sono abituato al buio. Sapevo dove erano le cose mentre mia moglie, che vede, non riusciva a fare un passo. Ho fatto l'uomo, ho dovuto fare l'uomo anche se tremavo. Ma dovevo salvarla". La gioia, però, non è stata completa fino a quando, tornando indietro, ha sentito il suo cane e l'ha potuto riabbracciare. Tutta la famiglia era in salvo. (L.G.)

 

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