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BENVENUTO PRESIDENTE
Politica Nazionale
Scritto da Martina   
Giovedì 12 Febbraio 2015 18:42

mattarella


Sergio Mattarella, settantaquattro anni, è il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana, eletto con 665 voti lo scorso 31 gennaio.

 

E' il primo siciliano a ricoprire questa carica ed è stato giurista e politico, prima nella D.C. (di cui è stato vicesegretario), poi per il Partito Popolare, La Margherita ed il P.D.

In questi giorni abbiamo molto sentito parlare di lui, della sua lotta contro la mafia e della barbara uccisione del fratello ad opera di Cosa Nostra. Pochi di noi sanno, però, quanto sia stata rilevante l'attività di Mattarella come deputato e ministro.

Nel luglio 1989, durante la formazione del governo Andreotti, Mattarella venne nominato ministro della Pubblica Istruzione, guidando così, nel gennaio successivo, la Prima Conferenza Nazionale della Scuola. Durante il suo mandato, fu indetto un maxi-concorso a cattedre per la Scuola Secondaria di secondo grado, sulla quale Mattarella intervenne con il riordino dei programmi. E' grazie a lui che vi fu il superamento del "maestro unico" nelle Scuole Primarie, a favore del modulo, ancora oggi vigente, dei tre insegnati su due classi; inizialmente molto contestata a causa dei costi elevati, tale riforma fu in seguito considerata di grande portata innovativa sotto il profilo pedagogico.

Fu sua anche l'idea di introdurre nelle scuole l'educazione alla salute, con specifica attenzione ai programmi di prevenzione all'uso di droghe.

Mattarella si dimise dal governo Andreotti il 27 luglio 1990, per protestare contro la fiducia del governo al disegno di legge Mammì, il quale legittimava la posizione dominante, nel sistema radiotelevisivo, del gruppo Fininvest di Berlusconi.

Divenne così prima vicesegretario durante la segreteria di Forlani, poi direttore politico del quotidiano "Il Popolo".

Rieletto nel 1992, e confermatosi tra i più votati nella D.C. siciliana, Mattarella lavorò sulla legge elettorale che ancora oggi, in suo onore, chiamiamo Mattarellum: introdusse una preponderante componente maggioritaria, mitigata dall'attribuzione del 25% dei seggi con il sistema proporzionale.

Nell'agosto 1993, in piena Tangentopoli, Mattarella venne dichiarato in parte coinvolto in un'inchiesta riguardante un imprenditore edile siciliano, colpevole di aver ricevuto denaro e buoni benzina. Il Presidente si dimise immediatamente da tutti gli incarichi, nonostante la sua evidente estraneità ai fatti, tanto che venne subito assolto dall'accusa.

Al congresso di luglio 1994, insieme alla componente più di sinistra dei popolari, si oppose alla candidatura di Rocco Buttiglione alla segreteria del partito, e quando quest'ultima linea prevalse in assemblea, delineando un' alleanza con il Polo delle Libertà di Berlusconi, Mattarella si dimise dalla direzione de "Il Popolo" e continuò la battaglia politica interna

Dichiarò in un'intervista su "L'Unità" di ritenere interessante la proposta poltica di formare un nuovo centrosinistra, "soprattutto per chi ha grande nostalgia della strategia poltica di Aldo Moro"; apostrofò il neo-segretario, che continuava a guardare a destra, come «el general golpista Roquito Butillone...» e definì «un incubo irrazionale» l'ipotesi che Forza Italia potesse essere accolta nel Partito Popolare Europeo, affermazione che gli è costata le schede bianche (anche se vane!) di Silvio e fedelissimi all'ultima elezione presidenziale.

Essendosi sempre dichiarato sostenitore di Prodi alla guida di una coalizione democratica, caduto il primo governo, Mattarella assunse la carica di vicepresidente del consiglio con delega ai servizi segreti, e tenne il Ministero della Difesa durante i governi D'Alema e D'Amato. L'incarico svolto al Ministero portò, tra le altre cose, alla partecipazione dell'Italia all'operazione Allied Force, con la quale la NATO intervenne nella guerra in Kosovo, ed alla tanto agognata abrogazione del servizio di leva obbligatorio.

Nel suo discorso di insediamento,breve e significativo, il Presidente Mattarella sì è espresso decisamente sfavorevole al clima di antipolitica che allontana i cittadini dalle Istituzioni, si è detto pronto a sostenere il percorso riformatore necessario alla ripresa, ha detto di volere un' Italia competitiva e moderna, in una parola: più europea. Si è augurato di poter curare i "malati" di rassegnazione, quelli che "tanto non cambia niente".

Retorica, direbbe qualcuno. Beh, sarà anche così, ma dopo anni passati ad ascoltare le barzellette di Berlusconi, i turpiloqui di Grillo e i comizi populistici di Salvini, i toni pacati e rassicuranti del neo-eletto erano proprio ciò di cui avevamo bisogno.

BUON LAVORO PRESIDENTE MATTARELLA!

 

"Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro.

Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro.

Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza.

Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici.

Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace.

Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni.

Significa garantire l'autonomia ed il pluralismo di informazione, presidio di democrazia.

Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l'Italia dal nazifascismo.

Significa libertà."


(Sergio Mattarella, 3 febbraio 2015)


 

Commenti  

 
0 #1 Elisabetta 2015-02-14 18:05
A Berlusconi è andata come ai famosi pifferi di montagna......! :lol:
 

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