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LE DONNE PER LE DONNE
Attualità
Scritto da Elisabetta   
Domenica 22 Marzo 2015 09:27

giornata-violenza-donne 

Ho partecipato con interesse e piacere all'incontro organizzato dall'associazione "S. Francesco Caracciolo" sul tema "La violenza di genere", l'impegno dei centri anti-violenza.

La violenza di genere, ci è stato chiarito, è qualcosa che va oltre la medesima violenza che potrebbe essere perpretata contro un altro essere umano: è la volontà di far soffrire, in tanti modi o di privare della sua vita  una donna, proprio perchè donna. E' la manifestazione di una forma di odio nei confronti di un genere umano specifico: quello femminile. E' l'espressione di una cultura retrograda fondata sulla presunta superiorità dell'uomo sulla donna e l'adozione di comportamenti conseguenti a tale atteggiamento.

Ho ascoltato i contributi delle relatrici, una psicoterapeuta e le avvocatesse di due dei centri operanti nella provincia di Chieti, donne che in maniera del tutto gratuita sono venute a testimoniare il loro impegno e la loro dedizione. Sono state presentate statistiche, cifre, ma anche raccontate storie di dolore per far sì che ciascuno di noi comprendesse bene che dietro i numeri ci sono sempre delle donne private della dignità e dei diritti. Impressionante il fatto che l'82% dei maltrattanti siano mariti, compagni, fidanzati o ex, figli, cioè uomini presenti nella vita di quelle donne, coloro di cui ci si dovrebbe fidare o ci si è fidati. Mi ha colpito la riflessione sulle varie forme che la violenza assume: non solo quella fisica fatta di schiaffi, pugni o stupro, ma anche quella psicologica, più sottile, infida, quella che con parole e frasi vuole sminuire, disprezzare l'essere donna. Questo naturalmente non ha a che fare con i conflitti: se c'è conflitto c'è parità di potere, non subordinazione.

Le esperte hanno anche spiegato bene i compiti che un centro anti-violenza ha e come sono distribuiti i ruoli tra gli operatori che hanno a che fare con le donne maltrattate che lì si rivolgono: ciascuno cerca di assisterle nei bisogni manifestati, senza forzature, in tempi medio-lunghi e tutelando soprattutto la loro privacy e la loro incolumità.

La vicepresidente della commissione Pari-opportunità della Regione Abruzzo ha infine presentato una app, prima iniziativa del suo genere a livello nazionale, progettata e implementata per diffondere l'informazione su ciò che riguarda la violenza di genere: servizi disponibili sul territorio, normativa, risposte a dubbi e domande.....

Per concludere, qualche riflessione personale più generale.....

Se la violenza è il segno di un atteggiamento mentale, è "la mente" che bisogna cambiare. Il maschilismo ed il femminismo sono probabilmente la deriva e la conseguenza di un modello di società dove le donne venivano consegnate dal padre al marito, senza che i rapporti di potere sostanzialmente cambiassero. Le donne dagli anni 70 in poi hanno giustamente cominciato a ribellarsi rivendicando spazi e ruoli, ma nel tempo, a mio avviso, si è perso di vista che il tutto doveva essere una questione di diritti e bisogni primari; essere considerate e trattate come persone, non solo come "erogatrici di servizi" (cure materiali, morali, sesso....) e si è pensato che ciò dovesse realizzarsi solo attraverso una specie di invasione di campo dimenticando, quasi rinnegandole, le proprie specificità.

Io credo che degli uomini potrebbe interessarci la complementarietà. Siamo diversi, ma unendoci possiamo avere tutti gli strumenti per vivere e stare bene insieme. Ovviamente l'interesse deve essere comune, nel senso che questa ricerca della complementareità deve partire dalle donne come dagli uomini, soprattutto da quegli uomini che dovrebbero rinunciare ai loro stereotipi (di cui abbiamo trattato ampiamente in altri articoli), aprire la mente che somiglia tanto ad una trincea che blocca il confronto e l'accoglienza, dovrebbero smetterla di snobbare le donne come se non contassero sul piano pratico e di porle in secondo piano considerandole astratte, inconsistenti, irrequiete e umorali.

 

 


 


 




 

Commenti  

 
+1 #1 gabriella 2015-03-23 17:58
Una iniziativa davvero interessante per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica. Mi spiace di non aver potuto partecipare. L’augurio è che da questa iniziativa ne possano nascere altre che, oltre a far emergere il fenomeno della violenza sulle donne e l’impegno a contrastarla, possano incidere sulla cultura, debellando gli stereotipi di genere e educando alle differenze
 

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