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I MURI DOPO BERLINO
2014
Scritto da Martina   
Domenica 09 Novembre 2014 21:24

muro

Oggi celebriamo venticinque anni dalla caduta del Muro di Berlino.

Eretto dall' URSS di Kruscev nel 1961, divideva in due non solo la città stessa e, al suo interno, famiglie e aziende, ma rappresentava la divisione del Mondo in due blocchi: quello comunista dei sovietici e quello occidentale dei Paesi NATO. La funzione del Muro (il quale, originariamente, era una recinzione di filo spinato) era impedire ai cittadini di Berlino Est fuggire nell' ovest, e quindi, dal comunismo. Numerosi furono i tentativi di fuga dei berlinesi orientali, alcuni riusciti; ma chiunque veniva sorpreso ad oltrepassare il Muro, pagava con la vita la propria infrazione.

Il principio di libertà è, a mio avviso, strettamente connesso a quello della libertà di circolazione, di espressione, di commercio e di scambio di idee e il Muro rappresenta in maniera calzante come gli ideali che animarono i russi durante la Rivoluzione contro l'impero zarista, furono completamente stravolti nell'attuazione di quella che diventò una dittatura a tutti gli effetti.

Oggi, quindi, ricorre un anniversario felice. Le immagini dei tedeschi che, venticinque anni fa, scavalcavano il Muro per ricongiugersi con i propri cari riempiono il cuore di gioia a tutti coloro che, come me, nutrono un profondo senso di indignazione nei confronti dei soprusi e delle ingiustizie.

Ma, ahimè, il Mondo è pieno di ingiustizie. Il Mondo è pieno di Muri, anche se non tutti sono fatti di cemento. Giornate come questa dovrebbero indurci a pensare non solo ai progressi compiuti dall'umanità in merito all'abbattimento delle barriere, ma anche a tutto ciò che possiamo ancora fare. A ciò che vogliamo ancora fare.

Io vorrei abbattere il muro che tiene prigionieri i Palestinesi lungo la Cisgiordania.

Vorrei abbattere il muro eretto tra USA e Messico per impedire i flussi migratori.

Vorrei abbattere il muro che, a Rio de Janeiro, separa le baraccopoli dalla parte più ricca della città.

Vorrei abbattere il muro delle case dei fondamentalisti islamici, dietro il quale le loro donne vivono segregate.

Vorrei abbattere le mura delle prigioni politiche di tutto il Mondo.

Vorrei abbattere le mura delle township di Città del Capo.

Vorrei abbattere il grande, immenso, muro d'acqua che separa l' Africa dalla Sicilia, contro il quale si sono infrante e spezzate le speranze e le vite di troppi.

Vorrei abbattere i muri dei Palazzi di potere, nei quali troppo spesso c'è posto solo per "i soliti noti" e non per coloro che vogliono davvero cambiare le cose.

Vorrei abbattere le barriere architettoniche, che privano milioni di persone dell'autosufficienza.

Vorrei abbattere tutti i Muri dopo Berlino.

 

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