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LA MEMORIA DIMENTICATA
2013
Scritto da Gabriella   
Mercoledì 08 Maggio 2013 19:00

peppino impastato

Trentacinque anni fa, esattamente la sera del 9 maggio 1978, in un casolare del palermitano moriva Peppino Impastato, protagonista de “I cento passi” il film di Marco Tullio Giordana che ha fatto conoscere al grande pubblico, attraverso il volto di Luigi Lo Cascio, la figura del giovane attivista siciliano che dai microfoni di una radio libera aveva osato sbeffeggiare, rivelando trame illecite e attività illegali, Gaetano Badalamenti, capo indiscusso di Cosa Nostra negli anni Settanta.

Il casolare dove Peppino fu torturato, prima di essere ucciso sui binari della ferrovia dai sicari mafiosi, è oggi un luogo abbandonato e degradato, pieno di sporcizia ed erbacce; vicino ai binari dove fu massacrato neanche una targa per ricordare l’accaduto. Quello che avrebbe dovuto essere un luogo della memoria, il simbolo di una Sicilia che ha lottato contro la mafia, è oggi un luogo dimenticato che offende e umilia l’onore e la dignità di quanti, come Peppino, hanno osato sfidare il mondo nell’illusione di cambiarlo e hanno dato tutto, persino la vita, per affermare gli ideali in cui credevano.

casolare

 

Commenti  

 
+2 #1 Elisabetta 2013-05-10 16:58
Spesso pensiamo che la mafia sia solo quella delle lupare e delle coppole, delle faide e delle cosche, ma non penso sia così. Per me "mafia" è anche aspettarsi dei favori se ti ho votato oppure chiedere il voto in cambio di qualcosa. Voglio dire che non sempre i comportamenti mafiosi sono altrove, a volte purtoppo sono più vicini di quanto non crediamo. Che ne dite di chi approfitta del posto che occupa (più o meno importante) è condiziona gli elettori al voto? Mi viene in mente una frase di Aldo Busi: "È la vostra mafiosità spicciola, o italiani, lo zoccolo duro su cui giostra l'intero cavallo di Troia della mafia nazionale".
 

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