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FESTE ANTICHE E CONTEMPORANEE
2012
Scritto da Elisabetta   
Venerdì 28 Dicembre 2012 12:21

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Quasi tutte le feste religiose presenti oggi nel calendario hanno un’origine lontana: presso i popoli antichi esse erano perlopiù espressione del rapporto che questi avevano con i ritmi della terra e i fenomeni atmosferici ed astronomici. Il cristianesimo cambiò questi significati sostituendoli con altri coerenti con i dogmi già stabiliti e  che potessero avere presa sui popoli pagani, e al posto di feste e celebrazioni in onore della natura e delle stagioni, istituì le feste che conosciamo: Il Natale (antica festa pagana legata al solstizio invernale e alla rinascita del sole, sostituita con la nascita di Cristo), la Pasqua (antica festività legata all'equinozio di primavera, dove l'idea di resurrezione della natura diventò resurrezione di Cristo ), culto di Maria madre di Dio (trasformazione degli antichi culti in onore delle dee Iside, prima e Artemide o Diana, dopo, stabilita dal Concilio di Efeso nel 431 d.C.).

Come queste feste anche la celebrazione del nuovo anno sembra avere origini molto lontane nel tempo.

I primi popoli a festeggiare il proprio capodanno furono i Babilonesi, circa 4000 anni fa. Per questo antichissimo popolo l’anno cominciava dopo l’equinozio di primavera, con la prima Luna Nuova: la ragione  consisteva nel fatto che questa era la stagione della rinascita, della nuova semina, della fioritura, quindi di un “nuovo inizio”. Dai Babilonesi proviene anche la tradizione dei ‘proponimenti per l’anno nuovo’. Il proposito che essi più spesso facevano era quello di restituire gli strumenti per l’agricoltura che erano stati loro prestati.

Intorno al 600 a.C., era diffusa in Grecia l’usanza di festeggiare l’anno nuovo simboleggiato dalla figura di un bimbo appena nato. Il bambino rappresentava l’annuale rinascita di Dioniso, dio del vino. La cerimonia serviva per ottenere fertilità e ricchezza. Secondo fonti storiche una celebrazione simile esisteva anche nell’antico Egitto.

Già all’epoca dei primi popoli italici  i cui culti erano in gran parte ancora legati ai cicli naturali della raccolta e della semina, inoltre, si venerava Giano, dio dell’inizio. Questa divinità è presente anche nella mitologia romana come dio custode dell'universo. Giano, definito anche Janus Pater, padre di tutti gli uomini, della Natura e dell'Universo, fu essenzialmente il dio dell'apertura, con caratteristiche simili a quelle della divinità solare che apre il cammino alla luce accompagnando l'attività umana nel corso della giornata.  Il suo nome stesso evoca la porta, in latino ianua, e januarius, il mese che apre l'anno che infatti, veniva dedicato alla festa del dio.

Giano, presiedendo alle porte, aveva la chiave e il bastone e sorvegliava tutto ciò che stava all'interno della città o della casa, non perdendo però di vista quello che accadeva all'esterno, ecco perché  era rappresentato anche con due facce (Giano bifronte). La prima preghiera nell'intraprendere qualsiasi impresa o attività era sempre rivolta a Giano, che proteggeva anche il concepimento e la nascita, principio della vita individuale. Nel tempo, si arrivò a pensare che le sue due facce rappresentassero la saggezza e la conoscenza, sia del passato che del futuro.

Nel 46 a.C. Giulio Cesare incaricò l'astronomo alessandrino Sosigene di progettare un nuovo calendario più funzionale; questo calendario era simile al nostro, con dodici mesi di 30 o 31 giorni, salvo febbraio che ne aveva 29 e ogni 4 anni l'anno bisestile. il Calendario Giuliano stabilì che l’anno iniziasse il primo gennaio. In quella giornata, i Romani accoglievano alla propria tavola gli amici e regalavano un vaso bianco colmo di datteri,  fichi e miele, accompagnato da ramoscelli d’alloro detti strenne (il nome strenna derivava dal fatto che i rami erano staccati dal boschetto di una via consacrata alla dea sabina Strenia, dea della felicità), come augurio di buona sorte e prosperità.
Dopo la sua introduzione molti Paesi europei nel Medioevo usavano il Calendario Giuliano, ma vi era un’ampia diversità di date per festeggiare l’inizio dell’anno, come ad esempio il 1 marzo (capodanno nella Roma repubblicana), il 25 marzo (Annunciazione del Signore) o il 25 dicembre (Natale).

Solo con l’adozione universale del Calendario Gregoriano, ideato nel 1582 da papa Gregorio XIII, la data del primo gennaio divenne comunemente l’inizio dell’anno.

 

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