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L'ARTE DI DECIDERE
2012
Scritto da Elisabetta   
Domenica 23 Dicembre 2012 14:26

snoopy

 La maggior parte dei nostri problemi

 dipende da quattro cause legate alle

decisioni: decisioni sbagliate,

decisioni lente, decisione affrettate,

non decisioni.


Condivido con voi alcune riflessioni sul tema della “decisione”, con la quale ci troviamo a fare i conti nei diversi ambiti della vita, lavorativo, sociale, politico, dal momento che tali scelte quasi sempre non riguardano solo la nostra persona, ma anche altri. Come fare per decidere insieme “il meglio”? Come si possono salvaguardare le opinioni di tutti ed evitare che uno solo decida per gli altri?

Il metodo del consenso è un processo decisionale di gruppo che ha come obiettivo quello di arrivare a una decisione consensuale, risultato non solo dell'accordo tra la maggioranza dei partecipanti, ma che considera nella decisione finale anche le opinioni dei pochi. Quanti adottano questo modo di discutere e decidere non hanno ovviamente bisogno di un leader, palese o criptico che sia.

Questo sistema, infatti, si fonda su:

l’inclusione: quante più persone possibili dovrebbero essere coinvolti nel processo decisionale;

la partecipazione: sollecitare attivamente il contributo e la partecipazione di tutti;

la cooperazione: i partecipanti si adoperano per raggiungere la miglior decisione possibile per il gruppo e tutti i suoi membri, piuttosto che scegliere di aderire all’opinione “più forte” o a favore di qualcuno con cui si hanno particolari rapporti, a discapito della scelta migliore per tutti;

l’egualitarismo: a tutti i membri di un gruppo decisionale basato sul metodo del consenso, dovrebbe essere garantita la parità durante la discussione. Tutti dovrebbero avere la possibilità di fare proposte, modificarle o porre veti, non sono accettabili gerarchie in base alle quali alcune opinioni valgono più di altre ed hanno un peso maggiore nella decisione finale;

l’orientamento alla soluzione: un gruppo che decide in questo modo si sforza di essere attento più alle affinità che alle diversità e lavora per raggiungere decisioni efficaci utilizzando, ad esempio, il compromesso  che evita di arrivare al conflitto o, peggio, a un allontanamento forzato o voluto di uno o più partecipanti.

Questo sistema sembrerebbe un’alternativa migliore della decisione a maggioranza che spesso, rivelandosi un metodo competitivo piuttosto che cooperativo, chiude il processo decisionale nella gabbia del "vinci/perdi" e ignora la possibilità di altre soluzioni reciprocamente vantaggiose. Molte volte, nel caso di decisioni prese a maggioranza chi non si riconosce nelle scelte fatte non sa accettarle e comprenderle, non lavora per esse e finisce col sentirsi inutile, sconfitto o peggio “perseguitato”. E' la fine di un gruppo.



 

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