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Politica nazionale
2011
Scritto da Martina e Elisabetta   
Sabato 17 Dicembre 2011 15:30

Zio-Paperone-su-un-sacco-di-soldi  DECRETO SALVA......CHI?

In questi ultimi giorni è cresciuta la nostra delusione rispetto alle decisioni prese dal governo Monti. Le aspettative erano molte, anche se permaneva la certezza che questi tecnici avrebbero comunque avuto bisogno dei politici, con i molti rischi del caso. E’ andata proprio così: abbiamo avuto tutti la percezione che fosse in atto un qualche ricatto da parte del Pdl, troppo disponibile ad appoggiare il nuovo governo! Qual era la “merce” di scambio? Non vogliamo essere ciniche e disfattiste, aspettiamo con ansia il “secondo” atto della manovra, quello con cui Monti ed i suoi Ministri dovranno affrontare le riforme strutturali e le azioni per la crescita economica dell’Italia.
In attesa degli sviluppi, però, dobbiamo e possiamo fare qualche riflessione sulle discusse “liberalizzazioni” che ci stanno molto a cuore e per le quali il centro sinistra si è sempre battuto. Siamo in effetti molto indignate rispetto alle reazioni dei farmacisti, dei tassisti e di altre lobby.

In Italia ci sono ben 27 albi professionali, retaggio delle medioevali "corporazioni dei mestieri". Nel tempo, hanno acquisito un notevole potere di pressione sulla politica, soffocando qualsiasi tentativo di liberalizzazione degli ordini. Essi, infatti, rappresentano senza dubbio il principale ostacolo alla creazione di un regime economico liberale basato sulla concorrenza, innanzitutto perché è complicatissimo iscriversi.
Un giovane laureato, per entrare a far parte di un ordine ed esercitare la professione deve seguire un iter burocratico pieno di ostacoli: bisogna sostenere un Esame Di Stato e tali esami sono stati spesso accusati di essere pilotati, di "incoraggiare" alcuni candidati, in genere provenienti da famiglie che esercitano la professione da più generazioni, facendo così, l'interesse delle caste e non della collettività. Ad ogni modo, superato l'Esame di Stato, è necessario praticare due o tre anni di tirocinio presso un professionista già abilitato, il tutto senza garanzie di stipendio, visto il vuoto legislativo in materia di contratti ai tirocinanti.
Inoltre, gli ordini dispongono di "codici deontologici professionali" molto rigidi, i quali prevedono, tra le altre cose, l'applicazione di tariffe minime e il divieto di pubblicità. Regole millantate dagli ordini come antidoto alla concorrenza sleale, ma che, di fatto, hanno creato delle vere e proprie lobby. Dall'applicazione di tali regole, infatti, deriva il fatto che le tariffe dei professionisti si aggirino tutte più o meno sulle stesse cifre (molto alte!) e che gli utenti, non potendo venire a conoscenza dei servizi offerti dai singoli esercenti, dato che la pubblicità è vietata, finiscono col rivolgersi sempre e solo allo stesso, o peggio, ai figli che a lui subentrano,  senza sapere se realmente sulla piazza ci sia di meglio. Diciamolo con tutta franchezza, non ci interessa  che il Dott. Rossi sia "figlio del celebre chirurgo Rossi", ma ci importa che sia competente ed abbia un listino prezzi accessibile.
Da anni i nostri politici propongono antidoti a questo sistema, ma chi di loro ha realmente mosso dei passi in proposito? E' proprio vero che i partiti sono tutti uguali e nessuno in Parlamento fa gli interessi dei cittadini? Non proprio.
Nel 2006 il Governo Prodi emanò il famoso "decreto Bersani" che prevedeva, tra le altre cose, l'abolizione di tariffe minime per architetti, ingegneri e avvocati; la possibilità, per i laureati in farmacia, di vendere medicinali da banco anche nei supermercati, l'abolizione del divieto di pubblicità e l'aumento della licenza dei tassisti. Il decreto suscitò la protesta selvaggia delle categorie interessate, ma nonostante ciò, nel giro di un mese fu convertito definitivamente in legge.
Nel 2007 Bersani si impegnò per la diminuzione del numero di distributori di benzina (l'Italia ne conta più di 22.000, il numero più alto in Europa) e varò una legge che aboliva i costi supplementari sulle ricariche per i cellulari, nonostante gli operatori telefonici fossero stati, fino a quel momento, parte degli "intoccabili". Il 30 giugno 2011, nel corso dell'elaborazione della manovra cosiddetta "lacrime e sangue", l'allora ministro Tremonti propose, all'articolo 3, di vietare la fissazione minima delle tariffe, di ammorbidire il divieto di pubblicità e di eliminare il numero chiuso degli ordini, permettendo il libero ingresso in essi dei laureati. Ma ventidue parlamentari del Pdl (per la maggior parte avvocati!), capitanati da La Russa, minacciarono di non votare la manovra, così il governo dovette abbandonare il progetto.

In questa situazione è davvero difficile che l'Italia possa ripartire. Nel rapporto dell' Antritrust (garante per la concorrenza e il mercato), stilato in seguito all'indagine su tredici Ordini Professionali, si legge che gli ordini non possono più tardare nell’adeguarsi alle normative europee. Così il garante invita ad agire con gli strumenti legislativi contro l’immobilismo degli ordini e propone alcune modifiche: prevedere, ad esempio, percorsi più agevoli di accesso alle professioni attraverso corsi universitari e tirocini proporzionati alle effettive esigenze di apprendimento, non stage infiniti.
Medici, tassisti, farmacisti, avvocati, architetti, ingegneri, commercialisti e ragionieri, assicuratori, benzinai, controllori di volo, editori, giornalisti, istruttori di sci, gondolieri, professori universitari, notai... Tutti questi professionisti vantano privilegi e garanzie che i lavoratori comuni possono solo sognare.
Il Premier Mario Monti aveva annunciato una manovra le cui parole d'ordine "sviluppo, crescità, equità" ci hanno fatto pensare ad una scossa definitiva a questo sistema obsoleto. Abbiamo, purtroppo, presto scoperto che ,anche questa volta, i pensionati e le famiglie continueranno ad essere spremuti come limoni, mentre il Dott. Rossi resterà sulla sua scrivania ancora per molto, e dopo di lui i suoi figli e i suoi nipoti. Abbiamo anche scoperto, nel frattempo che la questione delle liberalizzazioni era, probabilmente, una delle merci di scambio.

 

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